Discussione:
C'ho un dubbio, e devo rinnegare la mia promessa...
(troppo vecchio per rispondere)
Alessandro Nava
2003-07-02 11:54:45 UTC
Permalink
Comincia coi turisti
poi passa al kapò.
Secondo voi è solo un coglione,
siamo un popolo pecorone,
o ci manca una vera
opposizione?

A. Nava
k.d.
2003-07-02 15:41:16 UTC
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"Alessandro Nava" ha scritto nel messaggio ..
Post by Alessandro Nava
Comincia coi turisti
poi passa al kapò.
Ringraziamo per l'ennesima figura di emme che ci ha fatto fare il Nostro
Beneamato Presidente.
Alessandro Nava
2003-07-02 15:48:19 UTC
Permalink
"k.d."
Post by k.d.
Ringraziamo per l'ennesima figura di emme che ci ha fatto fare il Nostro
Beneamato Presidente.
Bondi: "Non mi stupirei affatto se la provocazione deliberata del deputato
tedesco
del Partito socialista europeo fosse stata ispirata direttamente da qualche
settore della sinistra italiana, visto che le sue contumelie vertevano
esclusivamente su questioni interne al nostro Paese".

L'Europa che ho in mente...

A. Nava
k.d.
2003-07-02 15:49:03 UTC
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"Alessandro Nava" ha scritto nel messaggio ...
Post by Alessandro Nava
Bondi: "Non mi stupirei affatto se la provocazione deliberata del deputato
tedesco
del Partito socialista europeo fosse stata ispirata direttamente da qualche
settore della sinistra italiana, visto che le sue contumelie vertevano
esclusivamente su questioni interne al nostro Paese".
Beh, certo: finora si era sputtanato principalmente in casa, è adesso che
comincia il bello!
Red Golpe
2003-07-02 16:28:53 UTC
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Post by Alessandro Nava
Secondo voi è solo un coglione,
siamo un popolo pecorone,
o ci manca una vera
opposizione?
Sostituisci "o" con "e" e la risposta è "sì".

Red Golpe

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"What doesn't kill you... makes you stronger"
Jean-Baptiste Emmanuel Zorg

http://redgolpe.com
(La capovolta ambiguità di Orione)
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Alessandro Nava
2003-07-02 18:00:04 UTC
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"Xyz"
Post by Alessandro Nava
Comincia coi turisti
poi passa al kapò.
Secondo voi è solo un coglione,
siamo un popolo pecorone,
o ci manca una vera
opposizione?
obiettivamente in questo caso che c'entra? Più che rompergli i coglioni
pretendendo le scuse come sta facendo che poteva fare?
Mi riferivo a come potesse esserci arrivato Berlusconi a rappresentare me,
te e tutti gli altri. E c'avevo il dubbio...

A. Nava
Alessandro Nava
2003-07-03 00:36:13 UTC
Permalink
"Xyz"
Certo che se tutti gli antiberlusconiani d'Italia la pensano come molti in
questo ng ("tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera"...) ce lo
dovremo tenere ancora parecchio...
Guarda, da quello che ho capito non mi sembra proprio così, o forse la penso
anche io come "molti in questo ng". Per capirci, da un punto di vista
"strutturale" non si vedono molte differenze tra i due schieramenti. Non so
dove (ma sono certo di averlo fatto) ho scritto che la vera differenza tra
Ulivo e Polo sta nella "maleducazione", e che infatti l'opposizione è
incisiva solo in quell'aspetto. Per maleducazione intendo tutto
quell'insieme di gaffes ridicole, imbarazzanti, francamente offensive, che
contraddistinguono questa destra. Però, scavando fino al nucleo, differenze
non se ne vedono. Sembra insomma una situazione all'americana, poi non so
dirti quanto figlia della nostra smania di imitazione o della "nuova
politica". Questo è il discorso che molti qua fanno, almeno credo. Penso
però che ci sia una differenza. Con la destra vedo un pericolo autoritario
che non vedo con l'Ulivo. Adesso ognuno pesi questo rischio e decida di
conseguenza. E mo' basta, altrimenti esce fuori sicuramente qualcuno che mi
accusa di strumentalizzazione del ng.

A. Nava
Franco Senia
2003-07-03 06:49:58 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
"Xyz"
Certo che se tutti gli antiberlusconiani d'Italia la pensano come molti in
questo ng ("tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera"...) ce lo
dovremo tenere ancora parecchio...
Guarda, da quello che ho capito non mi sembra proprio così, o forse la penso
anche io come "molti in questo ng".
(...)
Se non fosse una sceneggiatura già letta, e già vista più volte
rappresentata, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate nel considerare a
chi, e con quali "astuti" argomenti", si cerchi di attribuire le
responsabilità dell'esistenza di un regime da operetta.
Ci si fa addirittura forti dei versi di una canzone di de gregori ( e
sulla storia!) nel tentativo (che da tragico diventa sempre più
ridicolo) di riproporre ossessivamente "il bacio al rospo" come unica
strategia politica possibile.
Magari il problema, alessandro, è proprio il termine usato.
E' proprio quel "antiberlusconiani" che li definisce e li esaurisce.
Non sono le "leggi cirami" e i "lodo maccanico" il peggior prodotto
dell'era berlusconi. Sono gli "antiberlusconiani".

salud
--
-- Franco Senia --
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" Ci fu una generazione che volle rispondere a tutto.
Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
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Alessandro Nava
2003-07-03 11:38:05 UTC
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"Franco Senia"
Post by Franco Senia
Se non fosse una sceneggiatura già letta, e già vista più volte
rappresentata, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate nel considerare a
chi, e con quali "astuti" argomenti", si cerchi di attribuire le
responsabilità dell'esistenza di un regime da operetta.
E pensa che mi sono preso pure l'accusa morettiana di qualuquismo....
Post by Franco Senia
Ci si fa addirittura forti dei versi di una canzone di de gregori ( e
sulla storia!) nel tentativo (che da tragico diventa sempre più
ridicolo) di riproporre ossessivamente "il bacio al rospo" come unica
strategia politica possibile.
No, pure tu col rospo? Ma se lo mangia il rospo un "piatto di grano"?
Post by Franco Senia
Magari il problema, alessandro, è proprio il termine usato.
E' proprio quel "antiberlusconiani" che li definisce e li esaurisce.
Non sono le "leggi cirami" e i "lodo maccanico" il peggior prodotto
dell'era berlusconi. Sono gli "antiberlusconiani".
Allora qua mi impegno (pochino a dire il vero). Non è un cattivo prodotto,
gli antiberlusconiani, sembra un'ovvietà ma pensa a quanti berlusconiani ci
sono in giro. Gli antiberlusconiani sono persone di idee diverse che vedono
qualcosa di anomalo in questo dittatorello "da operetta". Mettici poi una
"abitudine" al modello che propaganda, e allora vedi che un pericolo c'è. Ma
questo l'ho già detto, e non rompo più i coglioni. Detto questo, caro
Franco, ti faccio un esempio banale, le manifestazioni contro l'ultima
guerra. In quante piazze c'erano "bandiere bianche" che fino a qualche anno
fa avrebbero mandato in galere le "bandiere rosse". Dovevo io cambiar
piazza, o starmene a casa, per questo? Con questo governo è un po' lo stesso
discorso, fatte le dovute proporzioni. Non devo io scrivere "l'Europa che ho
in mente", oppure tante altre cose "firmate Berlusconi", perchè a criticarne
la maleducazione politica ci pensano i democristiani? Non credo tanto a
questi confini, mi interessa di più la sostanza. E ti dico che un governo
dell'Ulivo l'avrei impallinato continuamente per il suo progetto liberista,
per il probabile affondo su diritti e tutele del lavoro e dei lavoratori
(questo è un tema da sottolineare re volte oggi, ma anche questo mi sembra
di averlo già detto), per quella mancata "apertura" dei dossier che
aspettavamp tutti e così via. Certo, nel mio infimo. Con una differenza, io
con l'Ulivo non avrei visto il rischio autoritario che vedo con la destra.
Ripeto, poi ognuno pesi questo rischio, e pensi a come modificare la
situazione. Potrei mettere in mezzo la storia delle tre sinistre, che sono
anni che lo vado dicendo, e che adesso sembra tornata di moda, ma non era
questo il discorso. Se gli antiberlusconiani ci sono non mi dispiace, caro
Franco. Chissà che magari non imparino ad essere pure qualcosa d'altro.

A. Nava
Alessandro Nava
2003-07-03 12:21:12 UTC
Permalink
"Franco Senia"
E tu pensa che trovarono, a suo tempo, per sostenere e meglio
esemplificare, la teoria del bacio al rospo, uno come lamberto dini che
aveva anche le fattezze del rospo.
E io secondo te di chi parlavo?
Tutto, dicono, pur di sconfiggere
berlusconi. Pensa tu se si dovesse verificare l'ipotesi, poi non troppo
peregrina, di dover votare fini, alle prossime elezioni, per sconfiggere
"la maleducazione" di berlusconi.
Fermi tutti, mi basta il compagno Santità...
Questo non toglie, però, che il rischio dell'involuzione
autoritaria risiede proprio nell'incapacità, da parte di una compagine
politica, di elaborare un progetto che impedisca ai "fascisti di turno"
di avere mano libera.
Ovviamente. Certo che se sono al governo hanno la mano più libera, ma se ci
sono arrivati è perchè ce li abbiamo messi, e se ce li abbiamo messi è
perchè non siamo stati capaci di fare troppe cose. Però intanto ci sono, e
sarebbe il caso di tagliarne un po' di quelle mani.
L'antiberlusconismo è il peggior prodotto di berlusconi proprio per il
fatto che permette alla cosiddetta opposizione di continuare a non avere
alcun progetto politico diverso dall'ideologia dominante.
Ma questo è un discorso molto più ampio, che investe il sistema elettorale,
il capitalismo come "fine della storia", l'assuefazione ad un modello. Che
non è quello di Berlusconi, ma quello di questa globalizzazione. Berlusconi
è più anomalia che sistema, secondo me. Quanto poi al gestire la
globalizzazione, onestamente preferirei non averci Tremonti. Oddio, un
Bersani non cambia di molto, e questa globalizzazione preferiremmo tutti non
vederla. Però, per tornare al nostro orticello (che poi è un discorso
globale come niente), vaglielo a dire tu, davanti ai famosi "cancelli", che
è meglio perderlo del tutto l'articolo diciotto, così ci rendiamo conto di
chi abbiamo di fronte. Ma questa è un'altra polemica...

A. Nava
Franco Senia
2003-07-03 12:43:14 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
E io secondo te di chi parlavo?
e tu pensa che, in quella tornata elettorale, a firenze, il candidato
che pretendevano di "far votare" si chiamava passigli. Un tale con cui
avevo avuto un "piccolo screzio" durante un esame, molti anni fa.
Ci dovrebbero essere dei limiti, imposti dalla decenza.
Post by Alessandro Nava
Fermi tutti, mi basta il compagno Santità...
pensavo ti fosse bastato il compagno bossi e il compagno borghezio e
tutti gli altri compagni allegri e briosi di quella compagine.
Post by Alessandro Nava
Ovviamente. Certo che se sono al governo hanno la mano più libera, ma se ci
sono arrivati è perchè ce li abbiamo messi, e se ce li abbiamo messi è
perchè non siamo stati capaci di fare troppe cose. Però intanto ci sono, e
sarebbe il caso di tagliarne un po' di quelle mani.
Non è per dire, ma vorrei informarti che i soviet in italia non ci sono
mai stati (e nemmeno una repubblica di weimar). Dopo la seconda guerra
mondiale, abbiamo avuto vari governi, tutti con i democristiani dentro.
E non è che fossero poi una compagine politica dedita all'interesse dei
lavoratori, a dirla tutta. Semmai c'è da segnalare quel piccolo aspetto
politico-sociale che decretava, nel modo di vivere la cosiddetta
politica, il fatto che non ci fosse bisogno di andare al governo, prima
di ottenere una qualche conquista; evitando di rimandare tutto a quando
si "sarebbe aandati al governo". Evitando così di "vivere" da scadenza
elettorale in scadenza elettorale.
Oggi invece viviamo in piena apoteosi del cretinismo parlamentare.
Talmente cretino che non si rende nemmeno conto che i voti ottenuti dai
sì all'estensione dell'art.18, in una circoscrizione come roma, siano
stati superiori a quelli della tanto strombazzata vittoria elettorale di
gasbarra.
Post by Alessandro Nava
Ma questo è un discorso molto più ampio, che investe il sistema elettorale,
il capitalismo come "fine della storia", l'assuefazione ad un modello. Che
non è quello di Berlusconi, ma quello di questa globalizzazione. Berlusconi
è più anomalia che sistema, secondo me. Quanto poi al gestire la
globalizzazione, onestamente preferirei non averci Tremonti. Oddio, un
Bersani non cambia di molto, e questa globalizzazione preferiremmo tutti non
vederla. Però, per tornare al nostro orticello (che poi è un discorso
globale come niente), vaglielo a dire tu, davanti ai famosi "cancelli", che
è meglio perderlo del tutto l'articolo diciotto, così ci rendiamo conto di
chi abbiamo di fronte. Ma questa è un'altra polemica...
E perchè mai dovrebbe essere un'altra polemica!? E' sempre la solita.
Davanti ai cancelli vedrai che ci andranno i sindacalisti, magari
protetti da transenne e da scudi di plexigas, come in piazza san
giovanni a roma. Del resto è il loro mestiere.

salud
--
-- Franco Senia --
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" Ci fu una generazione che volle rispondere a tutto.
Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
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Franco Senia
2003-07-03 14:32:22 UTC
Permalink
On Thu, 03 Jul 2003 13:17:10 GMT, "Alessandro Nava"
Io mica sono D'Alema. Ti sei scordato il compagno Buttiglione. Poi, se
Pintor "spera" nel papa per fermare la guerra, io non posso chiamarlo
compagno Santità? Purtroppo sperava.
Del compagno buttiglione non me n'ero scordato affatto. Solo che non
vale ricordarlo, tanto c'abbiamo il compagno mastella e tanti altri. A
monito.
Quanto alla connessione pintor-woityla, che dirti? Quel che rimane di
tanto papocchio, preferisco ricordalo a partire da una vignetta di
andrea pazienza, che lo ritraeva intento a sorbirsi una tazza fumante
sotto la magnificenza di un cielo stellato. Una strana espressione gli
attraversava il viso mentre scrutava il cielo. Salvo riprendersi un
istante dopo, concludendo con un "ma che vado a pensare?!".
La famosa seconda repubblica proprio questo c'ha di nuovo...Ma guai a dirlo.
Quanto ai soviet, io ti parlo dell'impossibilità, credevo, di vedere i
missini al governo. Non avrei mai pensato che si potessero perdere le
elezioni del novantaquattro, nonostante Occhetto. Invece è successo, e
allora permetti che mi si apre un altro scenario, che credevo impensabile...
"Quello che un tempo fu compreso, in un tempo fu dimenticato. Al punto
che nessuno si accorge più che la storia è senza epoca. Di fatto non
accade nulla. Non c'è più l'evento. Ci sono solo notizie. Guardare i
personaggi a capo degli imperi. E rovesciare il motto di Spinoza.
Niente da comprendere. Solo da piangere, o da ridere".

-Mario Tronti - La politica al tramonto
Non vorrei mai che ci si scordasse di una cosa molto terra terra, cioè noi
(se me lo permetti) chi dobbiamo difendere. Qua sopra possiamo dire tutto
quello che vogliamo, ma non bisogna mai scordarsi di chi stiamo parlando.
Credo che il problema sia proprio codesto. Che ci debba per forza
essere quelli che devono essere difesi, e quelli che si difendono.
Mentre, nel frattempo, vien da chiedersi chi difenda i difesi dai
difensori.
Ricordiamoci che, volendo fare i "massimi sistemi", non c'è niente di più
favorevole al capitalismo dello statuto dei lavoratori, perchè lo mitiga e
lo rende accettabile. Ma non mi sognerei nemmeno lontanamente di andare a
dire "fottetevi, così capite dove sta il nemico". Allora altrochè scudi e
transenne.
Non so perchè, ma mi punge vaghezza che la strategia sindacale non sia
affatto improntata ad un'esasperazione delle condizioni di vita dei
lavoratori, al fine di suscitarne la legittima reazione.
I sindacati, prima della cosiddetta debacle referendaria, avevano già
"concordato" una riforma del mercato del lavoro che, di per sé e di
fatto, vanifica ogni intento "garantista" all'interno del mercato
stesso.
Quanto allo "statuto dei lavoratori", resta beninteso che esso non era
affatto un tentativo illuminato, da parte del capitalismo, di rendere
più sopportabile il giogo. Era solo una legge, fatta "senza governo",
che ratificava una situazione reale che non avrebbe, di fatto,
permesso nessun tipo di deroga a dei principi di giustizia sociale che
erano operativi nel paese. Senza bisogno di legge. E che sapevano
trovare, per vie extra-giudiziarie la strada della loro forza e della
loro garanzia. Lo statuto dei lavoratori si limitava a prenderne atto,
magari cercando di arginare in qualche modo quello che le istituzioni
ritenevano essere "eccessi".
E' un'altra polemica perchè davanti ai cancelli non ce lo voglio portare
l'antiberlusconismo, quindi Berlusconi. Anzi, forse come il padrone di una
canzone di Pietrangeli potrei anche pensarci, ma lo dico a bassa voce
altrimenti mi danno del pistolero...
Fa un po' te. :-)

salud

-- Franco Senia --
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Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
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Franco Senia
2003-07-03 16:45:26 UTC
Permalink
On Thu, 03 Jul 2003 15:28:14 GMT, "Alessandro Nava"
(...)
E dunque? Insomma Franco, indipendentemente dal modo in cui è venuto fuori,
lo statuto dei lavoratori consente di "vivere" (come è da vedere)
all'interno di questo sistema.
(...)
Credo che il punto sia proprio codesto avverbio. "Indipendentemente".
Ne sto negando l'oggettività. Non ritengo affatto che uno "statuto dei
lavoratori", o cosa per esso, possa "venir fuori in un modo o
nell'altro".
E non solo. Uno "statuto dei lavoratori" rimane operante giusto finchè
il sostrato sociale che lo ha avverato nei fatti, ben prima che
divenisse legge, conserva quella coscienza e consapevolezza che gli fa
ritenere legittimi, e inferiori al dovuto, tutti quei principi che lo
statuto stesso sancisce.
Credo che il modo in cui ciò avvenga ( e non avvenga ) lo abbiamo
tutti davanti agli occhi.
Ti dico un'altra banalità, ma vuoi negare la
positività del capitalismo del dopoguerra nell'aver portato acqua e luce
nelle case? Certo, poi siamo finiti al telefonino (che mi vanto di non
avere), ma era un esempio.
Rimarcare la positività, finché c'è, di un sistema economico non mi
sembra niente affatto banale, marxianamente.
Altrettanto marxianamente, trovo pericoloso non sottolineare le
storture di un capitalismo italiano, pezzente e colluso con la
criminalità e sostenuto e foraggiato dallo stato oltre ogni decenza,
con la complicità di un sindacato, uno e trino, adorante alla divinità
"lavoro".
Trovo pericoloso confondere le "forze produttive" con il capitalismo.
Poi, se ritieni lo statuto dei lavoratori un
vincolo alle legittime rivendicazioni, visto che era solo la messa nero su
bianco di una condizione sociale acquisita, allora non sono d'accordo. Non
faccio il giuslavorista, quindi non ti saprei dire quanto lo statuto dei
lavoratori possa essere aggirabile o quanto sia arginante.
Non importa essere giuslavorista per vedere la realtà. Basta lavorare.
E non ho parlato di "vincolo", ho semplicemente detto che
lerivendicazioni operaie dell'epoca andavano ben oltre lo statuto dei
lavoratori.
Di sicuro posso
dirti che io non mi sentirei così libero di "eccedere" senza statuto dei
lavoratori. Poi, Franco, il discorso è sempre quello. Niente fogne perchè
così ci incazziamo....Se non crepiamo di qualche malattia prima.
Non ti sentiresti "libero di eccedere" per il semplice motivo che, al
momento, la legge è rimasto l'unico argine contro la prepotenza e lo
strapotere. La domanda è "date queste condizioni, quanto può ancora
durare una legge che non fotografa affatto i rapporti di forza
esistenti?". E non credo che occorra essere un giuslavorista per
rendersi conto che la strada non è quella di redigere leggi, bensì
quella di cambiare i rapporti di forza.
Ovviamente, se non crepiamo prima, per qualche malattia (onore allo
spirito meridionale) :-))

salud

-- Franco Senia --
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Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
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Alessandro Nava
2003-07-03 17:51:31 UTC
Permalink
"Franco Senia"
Post by Franco Senia
E non solo. Uno "statuto dei lavoratori" rimane operante giusto finchè
il sostrato sociale che lo ha avverato nei fatti, ben prima che
divenisse legge, conserva quella coscienza e consapevolezza che gli fa
ritenere legittimi, e inferiori al dovuto, tutti quei principi che lo
statuto stesso sancisce.
Franco, che una norma venga fuori da una rivendicazione, e che questa
rivendicazione venga fuori da un preciso impegno, da una precisa coscienza
sull'argomento, non mi pare in discussione. Dicevo soltanto che la presenza
di una norma "giusta" (o meno sbagliata) mi "obbliga" a difenderla, cioè mi
sento in prima persona chiamato in causa. Se poi, per difenderla, è
preventivamente importante fare in modo che non manchi quella coscienza che
l'ha prodotto allora mi trovi d'accordo. Ma da questo a dire "fate quello
che cazzo vi pare, poi dopo ve lo faremo vedere" non mi pare una terapia di
prima scelta.
Post by Franco Senia
Rimarcare la positività, finché c'è, di un sistema economico non mi
sembra niente affatto banale, marxianamente.
Altrettanto marxianamente, trovo pericoloso non sottolineare le
storture di un capitalismo italiano, pezzente e colluso con la
criminalità e sostenuto e foraggiato dallo stato oltre ogni decenza,
con la complicità di un sindacato, uno e trino, adorante alla divinità
"lavoro".
Non credo di dovermi mettere a scrivere, almeno qua dentro, la critica al
capitalismo all'italiana. Lo davo come prerequisito per cominciare la
discussione.
Post by Franco Senia
Trovo pericoloso confondere le "forze produttive" con il capitalismo.
Beh, aspetta un attimo. Il capitalismo del dopoguerra ha "allargato" a
moltissimi determinate cose, alcune molto importanti. Che poi sia intrenseco
al capitalismo un furto da parti di pochi del lavoro di tanti lo davo come
prerequisito numero due.
Post by Franco Senia
Non ti sentiresti "libero di eccedere" per il semplice motivo che, al
momento, la legge è rimasto l'unico argine contro la prepotenza e lo
strapotere. La domanda è "date queste condizioni, quanto può ancora
durare una legge che non fotografa affatto i rapporti di forza
esistenti?". E non credo che occorra essere un giuslavorista per
rendersi conto che la strada non è quella di redigere leggi, bensì
quella di cambiare i rapporti di forza.
Bene, perfetto. Ma permetti che se c'è una legge spreco un po' del mio tempo
per difenderla? E, come detto, difenderla significa anche (forse
soprattutto) alimentare lo spirito che l'ha prodotta. Ma anche difenderla
indipendentemente da rapporti di forza che, soprattutto in questo momento,
mi sembrano falsati o quantomeno pilotati. Sempre in attesa di incazzarci e
ribaltarli. Da vivi.

A. Nava
Alessandro Nava
2003-07-03 20:44:27 UTC
Permalink
"Franco Senia"
Colpire l'anello debole. La parola d'ordine non è cambiata di molto.
Tutto sta a vedere se l'anello debole sia dove sono più deboli loro o
dove siamo più forti noi. Ovviamente a partire dal sapere chi saremmo
questi "noi".
Quelli vivi?
Tu vuoi rompere una catena, ma è difficile se non la allenti. Anche perchè,
oggi, le catene c'hanno tre strati di plastica colorata attorno, e prima di
arrivare a vederne un anello devi fare un bel giro. Altrochè venti persone
che partono su un barcone. Oggi, forse, non ci arrivi nemmeno ad Ischia. E
nessuno ti dice che non ti si incaglia l'elica in qualche pezzo di plastica
colorata.

A. Nava
Xyz
2003-07-03 12:36:59 UTC
Permalink
Post by Franco Senia
Post by Alessandro Nava
Certo che se tutti gli antiberlusconiani d'Italia la pensano come molti in
questo ng ("tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera"...) ce lo
dovremo tenere ancora parecchio...
Guarda, da quello che ho capito non mi sembra proprio così, o forse la penso
anche io come "molti in questo ng".
(...)
Se non fosse una sceneggiatura già letta, e già vista più volte
rappresentata, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate nel considerare a
chi, e con quali "astuti" argomenti", si cerchi di attribuire le
responsabilità dell'esistenza di un regime da operetta.
No no no, ci mancherebbe, io non attribuisco niente a nessuno!
D'Alema e Moretti, appena dopo le ultime politiche, scaricarono tutta la
colpa su Rifondazione che si era alleata con l'Ulivo, pur di assolvere la
propria parte politica... Ma visto che io di responsabiltà "dirigenziali" in
partiti politici non ne ho, perché mai dovrei lanciarmi in sparate come
quelle? Il mio è solo un parziale tentativo di (auto)analisi...
Post by Franco Senia
Ci si fa addirittura forti dei versi di una canzone di de gregori ( e
sulla storia!) nel tentativo (che da tragico diventa sempre più
ridicolo) di riproporre ossessivamente "il bacio al rospo" come unica
strategia politica possibile.
Ma quando mai! Ma perché continui a mettermi in bocca cose che non mi sono
neanche sognato di dire? La logica del "meno peggio" non mi è mai piaciuta,
non è la mia... Il mio voleva essere solo un invito a guardare la realtà in
modo un po' più attento, a non lasciarsi prendere da facili tentazioni di
qualunquismo, a partecipare... Insomma: compagni, lottiamo contro la
disillusione, non finiamo tutti a cantare "Ma cos'è la destra? Cos'è la
sinistra?"...
Post by Franco Senia
Magari il problema, alessandro, è proprio il termine usato.
E' proprio quel "antiberlusconiani" che li definisce e li esaurisce.
Non sono le "leggi cirami" e i "lodo maccanico" il peggior prodotto
dell'era berlusconi. Sono gli "antiberlusconiani".
Hai detto la frase a effetto. Bravo. Quando torniamo alla discussione?

Lorenzo
Alessandro Nava
2003-07-03 12:41:45 UTC
Permalink
"Xyz"
Post by Xyz
disillusione, non finiamo tutti a cantare "Ma cos'è la destra? Cos'è la
sinistra?"...
NOOOOOoooooooooooooooo....................................................

A. Nava (i puntini sarebbero le "o" più piccole)
Alessandro
2003-07-03 11:13:22 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
Guarda, da quello che ho capito non mi sembra proprio così, o forse la penso
anche io come "molti in questo ng". Per capirci, da un punto di vista
"strutturale" non si vedono molte differenze tra i due schieramenti.
...e ve lo meritate, Alberto Sordi!
Alessandro Nava
2003-07-03 11:23:56 UTC
Permalink
"Alessandro"
Post by Alessandro
...e ve lo meritate, Alberto Sordi!
Guarda un po', e io che pensavo che fosse l'idolo del centrosinistra. "Molto
profondo questo concetto, molto profondo..."

A. Nava
Alessandro Nava
2003-07-03 11:57:32 UTC
Permalink
"Franco Senia"
Post by Alessandro Nava
Guarda un po', e io che pensavo che fosse l'idolo del centrosinistra. "Molto
profondo questo concetto, molto profondo..."
il concetto, molto profondo, è tratto di peso da un film di nanni
moretti (sogni d'oro, se non erro). Se poi, magari, facendo un salto
"sillogistico", ci tocca anche "meritarci" i nanni moretti e i loro
epigoni; allora, forse, è meglio andarsi a rivedere qualche vecchio film
di alberto sordi. Chessoio, "tutti a casa", "una vita difficile", "la
grande guerra".
Franco, è un pezzo di ecce bombo...E' il mio "molto profondo..." è un pezzo
di Bianca...E se mi tocchi Bianca mi incazzo e divento
antiberlusconiano...Anche se a fare il forcaiolo alla Flores non ci arrivo.

A. Nava
Franco Senia
2003-07-03 12:11:27 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
Franco, è un pezzo di ecce bombo...E' il mio "molto profondo..." è un pezzo
di Bianca...E se mi tocchi Bianca mi incazzo e divento
antiberlusconiano...Anche se a fare il forcaiolo alla Flores non ci arrivo.
"Bianca", stai tranquillo che non te la tocco, anche perchè sono
convinto che avrebbe dovuto essere l'ultimo film di nanni moretti.E' il
suo capolavoro, ed avrebbe fatto bene a smettere, subito dopo.

salud
--
-- Franco Senia --
_____________________________________________
" Ci fu una generazione che volle rispondere a tutto.
Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
____________________________________________
Alessandro Nava
2003-07-03 12:23:30 UTC
Permalink
"Franco Senia"
Post by Franco Senia
"Bianca", stai tranquillo che non te la tocco, anche perchè sono
convinto che avrebbe dovuto essere l'ultimo film di nanni moretti.E' il
suo capolavoro, ed avrebbe fatto bene a smettere, subito dopo.
Probabilissimo. Però, per tornare OT, allora gli ultimi dieci anni di
Guccini hanno tirato fuori una sola canzone, peraltro molto bella. Io ci
spero sempre, per l'uno e per l'altro.

A. Nava
Alessandro
2003-07-03 13:25:30 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
Guarda un po', e io che pensavo che fosse l'idolo del centrosinistra. "Molto
profondo questo concetto, molto profondo..."
non era un attacco, una provocaizone. era semplicemente quello che mi è
venuto in mente e l'ho scritto. d'altronde è quello che sempre mi viene in
mente quando sento discorsi del tipo "rossi neri tutti uguali" oppure, visto
che è stato citato ciccio, "e poi ti dicono tutti sono uguali tutti rubano
alla stessa maniera, ma è solo un modo per convincerti a star chiuso dentro
casa quando viene la sera". :-)
Alessandro
2003-07-03 13:36:09 UTC
Permalink
Non eravamo riusciti a capire, alla fine, se il rospo si mangia o no quel
cazzo di "piatto di grano". Tu lo sai?
secondo me no. almeno nella canzone. le canzoni, soprattutto quelle di de
gregori non hanno molto collegamento con la realtà. nella realtà il rospo si
mangia il grano e lecca pure il piatto, nelle canzoni il rospo sputa nel
piatto che comunque non avrebbe mangiato.
boh, non so se sono stato spiegato.
Alessandro
2003-07-03 13:26:19 UTC
Permalink
il concetto, molto profondo, è tratto di peso da un film di nanni
moretti (sogni d'oro, se non erro).
se non ricordo male era ecce bombo.
Xyz
2003-07-03 12:25:14 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
"Xyz"
Certo che se tutti gli antiberlusconiani d'Italia la pensano come molti in
questo ng ("tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera"...) ce lo
dovremo tenere ancora parecchio...
Guarda, da quello che ho capito non mi sembra proprio così, o forse la penso
anche io come "molti in questo ng". Per capirci, da un punto di vista
"strutturale" non si vedono molte differenze tra i due schieramenti. Non so
dove (ma sono certo di averlo fatto) ho scritto che la vera differenza tra
Ulivo e Polo sta nella "maleducazione", e che infatti l'opposizione è
incisiva solo in quell'aspetto. Per maleducazione intendo tutto
quell'insieme di gaffes ridicole, imbarazzanti, francamente offensive, che
contraddistinguono questa destra. Però, scavando fino al nucleo, differenze
non se ne vedono. Sembra insomma una situazione all'americana, poi non so
dirti quanto figlia della nostra smania di imitazione o della "nuova
politica". Questo è il discorso che molti qua fanno, almeno credo. Penso
però che ci sia una differenza. Con la destra vedo un pericolo autoritario
che non vedo con l'Ulivo. Adesso ognuno pesi questo rischio e decida di
conseguenza. E mo' basta, altrimenti esce fuori sicuramente qualcuno che mi
accusa di strumentalizzazione del ng.
Mah... Sono abbastanza d'accordo, ma non del tutto... Con ordine:
1) Sono d'accordo sul fatto che la differenza più evidente fra questo
governo e i precedenti stia nella "maleducazione", cioè nella sfacciataggine
di Berlusconi e soci, nel loro totale menefreghismo riguardo a regole e
consuetudini della democrazia liberale...
2) Sono d'accordo sul fatto che il centrosinistra (e i vertici dei DS in
particolare) siano stati e continuino a essere sostanzialmente subalterni
dal punto di vista culturale ai loro avversari, sia in campo economico
(equazione "flessibilità=sviluppo") che in altri ambiti (sicurezza,
immigrazione...)...
3) Non sono d'accordo sul fatto che questa subalternità si riduca a
un'identificazione totale fra i due schieramenti... Le differenze, seppure
all'interno dello stesso pensiero unico neoliberista, ci sono e si notano...
Una su tutte, nessuno discute che nei provvedimenti sul mercato del lavoro
il centrosinistra abbia applicato ricette derivate con poche modifiche da
quelle neoliberiste, ma resta il fatto che la politica di concertazione con
le parti sociali di questi provvedimenti ne abbia attenuato non poco i costi
sociali... Non sto difendendo i governi di centrosinistra né la
precarizzazione del lavoro, ma un po' di onestà ci vuole nel riconoscere a
Prodi & co. una linea di saggia moderazione e mediazione ben diversa
dall'attacco frontale e classista lanciato da Berlusconi nei confronti dei
lavoratori...
4) Non sottovalutiamo il ruolo dei movimenti...
5) Sarò ottimista, ma qualche segno lo vedo... Sembra che l'agenda politica
stia lentamente cambiando, sarà che all'opposizione è più facile essere "di
sinistra", ma... Oh, che vi devo dire, mi attacco all'unica speranza!

Lorenzo
Alessandro Nava
2003-07-03 12:36:16 UTC
Permalink
"Xyz"
Post by Xyz
3) Non sono d'accordo sul fatto che questa subalternità si riduca a
un'identificazione totale fra i due schieramenti... Le differenze, seppure
all'interno dello stesso pensiero unico neoliberista, ci sono e si notano...
Una su tutte, nessuno discute che nei provvedimenti sul mercato del lavoro
il centrosinistra abbia applicato ricette derivate con poche modifiche da
quelle neoliberiste, ma resta il fatto che la politica di concertazione con
le parti sociali di questi provvedimenti ne abbia attenuato non poco i costi
sociali... Non sto difendendo i governi di centrosinistra né la
precarizzazione del lavoro, ma un po' di onestà ci vuole nel riconoscere a
Prodi & co. una linea di saggia moderazione e mediazione ben diversa
dall'attacco frontale e classista lanciato da Berlusconi nei confronti dei
lavoratori...
Giusto questo, per gli altri sono d'accordo in linea di massima. Tu parli di
quella "identità strutturale" che vado dicendo da tempo. Ripeto, è questo il
modello americano "immaturo", spero che non finiremo a governi in crisi per
un pompino o a presidenti che per mancanza di un pompino bombardano tutto e
soprattutto tutti. E qua siamo, credo, tutti d'accordo. Poi passiamo invece
alla politica spicciola (in senso buono), quanto è accettabile un sistema
attutito? O, se vuoi, quanto si è disposti a concedere al "Sistema" pur di
non esserne schiacciati. Caro Lorenzo, se io sapessi queste cose mi
leggeresti ogni mattina sul manifesto, con buona pace di Rossana Rossanda, e
magari sarebbe il giornale del governo.

A. Nava
Eskimo
2003-07-03 17:22:30 UTC
Permalink
Post by Alessandro Nava
Comincia coi turisti
poi passa al kapò.
Secondo voi è solo un coglione,
siamo un popolo pecorone,
o ci manca una vera
opposizione?
La mia opinione - come ho avuto già modo di esprimere - è che l'attuale
governante, purtroppo, non sia altro che il prodotto del nostro paese.
Rappresenta l'italiota medio, con tutte le sue spregevoli caratteristiche.
Ha vinto le elezioni perchè la maggior parte delle persone che sono andate
a votare si sono identificate in lui e nella sua personalità politica: un
misto di istrionismo, di "simpatica" mascalzonerìa e di feroce arrivismo,
senza il quale nessun imprenditore può effettuare quei furti che
ipocritamente vengono denominati "ricavi".
L'italiota medio ha visto in lui la persona forte e vincente, che "s'è
fatto tutto da sè", e che - con scaltrezza e con quella disonestà che
oggigiorno è diventata virtù - ha saputo realizzare quello che voleva, in
tutti i campi, fino a fondare un partito che giust'appunto si chiama forza
italia: questo nome è proprio la chiusura del cerchio, direi!
E' questo il modello oggi vincente, e se un modello "vince" è perchè esso
purtroppo risulta credibile, affidabile, familiare, rassicurante.

Questo governante riunisce quindi le aspirazioni e le frustrazioni della
fetta più grossa degli italiani, e qui secondo me non c'entrano gli
interessi: è una "pesca" a livello interclassista, la sua.
Risponde ad un'innato bisogno della maggior parte delle persone:
quello di farsi comandare. Sembra assurdo, ma secondo me è così.
Alla gente piace il leader sregolato che "ci pensa lui", che riscatta
questo o quel torto: avveniva per mussolini con la "vittoria mutilata"
ecc., e avviene ora per questo qui.
Il "me ne frego" è stato sostituito dal "lasciatemi lavorare", ma il
concetto è sempre quello.

Quindi secondo me non ci si deve porre il "problema berlusconi", ma
il "problema italiani".
Cos'è successo, ai nostri connazionali, di talmente brutto da esprimere
una classe governativa così aberrante, razzista, autoritaria, sprezzante?
Il sonno della ragione? La deculturizzazione generalizzata?
Il menefreghismo per le cose pubbliche e per gli "spazi comuni" della
società?
Io, infatti, non penso che hitler era un pazzo, mussolini era un pazzo,
ecc. Io penso che hitler era il lucido prodotto di quella Germania,
e mussolini era il lucido prodotto di quell'Italia: nulla di più, nulla di
meno.

E allora come si potrebbero cambiare le cose per questa, invece, di
Italia? Verrebbe da rispondere, istintivamente: cercando di diffondere
una coscienza critica, una coscienza civile, "educare" alla democrazia
e alle pari opportunità quella maggior parte di gente che abitualmente
non si occupa di queste cose.
Ma su questo sono sempre più pessimista e deluso..: la gente, finchè non
le tocchi i diretti interessi, se ne frega di tutto.
A volte mi viene anche da sperare, ma poi senti certe chiacchere nei bar,
o sui tram, e ti passa la voglia.
Di questa opposizione parlamentare sono molto deluso: si è rivelata
incapace di fare politica, e priva di persone credibili... la corsa alla
solidarietà a pezzotta per i fischi del 25 aprile e l'atteggiamento
pilatesco (se non peggio) sul referendum per estendere l'art. 18 sono
solo le ultime che hanno fatto; anche a livello di sezioni, c'è solo una
squallida garetta di personalismi, davvero vergognosa.

Forse ci vorrebbe una specie di tracollo economico generalizzato, per
riversare l'incazzatura sulle strade, ma questo non è augurabile a nessuna
famiglia, ovviamente, eppoi a rimetterci per primi sarebbero sempre gli
stessi.
E allora ho paura che solo un grande fattore esterno potrebbe realmente
dare il via ad un cambiamento o a una forma di Resistenza moderna:
ad es. la partecipazione alla seconda guerra mondiale segnò l'inizio
della fine del regime mussoliniano.

Sulla "presa di coscienza" delle masse, invece, la vedo sempre più dura.
Per ora interessa di più sapere chi sarà il vincitore del prossimo
telequiz. E se a fine mese si deve tirare la cinghia, sarà colpa
dell'Europa bacchettona, come dicono i giornali; oppure di noi stessi
"consumatori" che "non consumiamo abbastanza", come suggeriscono
gli economisti del governo.

Eskimo

--

aber man wird nicht sagen: Die Zeiten waren finster,
sondern: Warum haben ihre Dichter geschwiegen?

(B.Brecht)
Alessandro Nava
2003-07-03 18:01:16 UTC
Permalink
"Eskimo"
Post by Eskimo
La mia opinione - come ho avuto già modo di esprimere - è che l'attuale
governante, purtroppo, non sia altro che il prodotto del nostro paese.
Rappresenta l'italiota medio, con tutte le sue spregevoli caratteristiche.
[....]
E' questo il modello oggi vincente, e se un modello "vince" è perchè esso
purtroppo risulta credibile, affidabile, familiare, rassicurante.
Visto che hanno già citato ecce bombo ti risparmio la cacciata dal
bar...Solo per dire che questo modello è vincente perchè imbroglia.
Apertamente o "abitudinariamente", come già ho detto.
Post by Eskimo
Alla gente piace il leader sregolato che "ci pensa lui", che riscatta
questo o quel torto: avveniva per mussolini con la "vittoria mutilata"
ecc., e avviene ora per questo qui.
No, dai, ridurre l'ascesa del fascismo alla "presa populistica" mi sembra
poco. E anche dargli eccessiva importanza. Il populismo ha mantenuto il
regime, almeno fin quando non si è visto che questa italianità finiva nello
"scambio culturale italotedesco per contrastare l'antisemitismo comunista
imperante".
Post by Eskimo
Il "me ne frego" è stato sostituito dal "lasciatemi lavorare", ma il
concetto è sempre quello.
No, il "me ne frego" è venuto fuori da quell'abitudinismo reazionario che ci
hanno propinato per anni. Quanto alle righe "deluse" sai che non mi
convincono troppo. Al popolo pecorone io ci credo poco. O, meglio, penso che
abbia quasi sempre una spiegazione. Nel caso italiano, io mi ripeto la
storia dell'abitudine. Ma è un discorso già fatto e non voglio rompere i
coglioni di nuovo.
Post by Eskimo
Forse ci vorrebbe una specie di tracollo economico generalizzato, per
riversare l'incazzatura sulle strade, ma questo non è augurabile a nessuna
famiglia, ovviamente, eppoi a rimetterci per primi sarebbero sempre gli
stessi.
E allora ho paura che solo un grande fattore esterno potrebbe realmente
ad es. la partecipazione alla seconda guerra mondiale segnò l'inizio
della fine del regime mussoliniano.
Ma tu te lo vedi Fassino o Rutelli incitare a "trasformare una guerra
imperialista nella rivoluzione socialista"? O Bertinotti non dire più
antagonista ma comunista? Chissà perchè ma mi fa un po' più paura una guerra
di quanto mi possa far sperare un quadro del genere.

A. Nava
Franco Senia
2003-07-03 20:28:51 UTC
Permalink
On Thu, 03 Jul 2003 18:01:16 GMT, "Alessandro Nava"
(...)Solo per dire che questo modello è vincente perchè imbroglia.
Apertamente o "abitudinariamente", come già ho detto.
questo modello, putroppo, "imbroglia" assai meno di quell'altro. Forse
è proprio questo il problema. Magari la tanta bistrattata "gente" (già
a sentirsi chiamare così ci sarebbe da incazzarsi, anche perchè
"genti" è plurale) ha realizzato che, considerato che il programma da
attuare è il solito, forse è meglio che ad attuarlo siano questi gran
pezzi di merda che sono al governo. Pensa tu che favore che stanno
facendo, in questo modo, alla cosiddetta sinistra!
La pochezza (di questa, sempre, cosiddetta sinistra) sta nel fatto
che, anziché praticare l'unica controparte reale allo stato (la
società), gli oppositori continuano nella loro separazione della
società civile, contravvenendo anche al "principio di saint just";
quello che afferma che a fare le rivoluzioni a metà (e intendo con
questo anche la battaglia "cofferatiana" sull'art.18) ci si scava la
fossa con le proprie mani.
No, dai, ridurre l'ascesa del fascismo alla "presa populistica" mi sembra
poco. E anche dargli eccessiva importanza. Il populismo ha mantenuto il
regime, almeno fin quando non si è visto che questa italianità finiva nello
"scambio culturale italotedesco per contrastare l'antisemitismo comunista
imperante".
l'ascesa del fascismo è tutto il contrario . E' proprio l'utilizzo di
parole d'ordine pseudo-rivoluzionarie ed il programma diciannovista
che fondano la vittoria del fascismo, laddove i vari ras contavano
molto più di mussolini.
No, il "me ne frego" è venuto fuori da quell'abitudinismo reazionario che ci
hanno propinato per anni.
Sbagliato. :-))
Il "me ne frego", così come le camicie nere, i gagliardeti con teschio
e tibie incrociate, il fez, il saluto "eia eia alalà", tutte queste
cose sono prese di peso dall'esperienza dell'impresa fiumana, alla
fine della grande guerra, che di fascista aveva ben poco. Anche dal
momento che la repubblica di fiume intratteneva rapporti privilegiati
con lenin e con l'unione sovietica.
Quanto alle righe "deluse" sai che non mi
convincono troppo. Al popolo pecorone io ci credo poco. O, meglio, penso che
abbia quasi sempre una spiegazione. Nel caso italiano, io mi ripeto la
storia dell'abitudine. Ma è un discorso già fatto e non voglio rompere i
coglioni di nuovo.
il "popolo pecorone" costituisce di solito una categoria forte a
sostegno della propria incapacità a rapportarsi al reale. E la cosa
buffa è che i teorici del popolo pecorone, per proprietà transitiva,
vengono visti, a loro volta, da altri teorici del popolo pecorone,
come facenti parte costitutiva del popolo pecorone.
Ma tu te lo vedi Fassino o Rutelli incitare a "trasformare una guerra
imperialista nella rivoluzione socialista"? O Bertinotti non dire più
antagonista ma comunista? Chissà perchè ma mi fa un po' più paura una guerra
di quanto mi possa far sperare un quadro del genere.
credo che quelli riportati siano solo deliri. Oggi come oggi, esistono
fenomeni dirompenti ben più reali e forieri di possibilità di una
"guerra in casa". Il fenomeno dell'immigrazione è uno di questi. Ma,
piuttosto che rapportarsi con la realtà, è sempre molto più facile
inseguire i nostri sogni di onnipotenza.
Come diceva gaber? "Chissà nel socialismo che mamme!"

salud

-- Franco Senia --
_____________________________________________

" Ci fu una generazione che volle rispondere a tutto.
Allora gli chiesero e dovette rispondere di tutto."

- Erri De Luca, Aceto, Arcobaleno -
____________________________________________
Alessandro Nava
2003-07-03 20:44:42 UTC
Permalink
"Franco Senia"
Post by Franco Senia
questo modello, putroppo, "imbroglia" assai meno di quell'altro. Forse
è proprio questo il problema. Magari la tanta bistrattata "gente" (già
a sentirsi chiamare così ci sarebbe da incazzarsi, anche perchè
"genti" è plurale) ha realizzato che, considerato che il programma da
attuare è il solito, forse è meglio che ad attuarlo siano questi gran
pezzi di merda che sono al governo.
Beh l'imbroglio abitudinario era verso un modello, non verso chi lo deve
attuare. E questo, se permetti, è l'imbrolgio per eccellenza, perchè
costruisce castelli di carta...sull'acqua.
Post by Franco Senia
Post by Alessandro Nava
Quanto alle righe "deluse" sai che non mi
convincono troppo. Al popolo pecorone io ci credo poco.
il "popolo pecorone" costituisce di solito una categoria forte a
sostegno della propria incapacità a rapportarsi al reale. E la cosa
buffa è che i teorici del popolo pecorone, per proprietà transitiva,
vengono visti, a loro volta, da altri teorici del popolo pecorone,
come facenti parte costitutiva del popolo pecorone.
Io che faccio, produco mozzarella di bufala campana? In teoria, ovviamente
Post by Franco Senia
Come diceva gaber? "Chissà nel socialismo che mamme!"
Ma non discettava sulla doccia o il bagno, o su un paio di mutande?

A. Nava
Ezio
2003-07-03 19:53:14 UTC
Permalink
On Thu, 03 Jul 2003 17:22:30 +0000, Eskimo wrote in message
Post by Eskimo
La mia opinione - come ho avuto già modo di esprimere - è che l'attuale
governante, purtroppo, non sia altro che il prodotto del nostro paese.
Rappresenta l'italiota medio, con tutte le sue spregevoli caratteristiche.
Ha vinto le elezioni perchè la maggior parte delle persone che sono andate
a votare si sono identificate in lui e nella sua personalità politica: un
misto di istrionismo, di "simpatica" mascalzonerìa e di feroce arrivismo,
senza il quale nessun imprenditore può effettuare quei furti che
ipocritamente vengono denominati "ricavi".
Pensieri di un uomo comune. [*]

Berlusconi corrisponde, apparentemente, a quanto di piu' dinamico esige
il sistema capitalistico. e' uno che si presenta sulla scena politica
dicendo di non essere un politico ma un imprenditore, il cui criterio di
governo e' imprenditoriale e dunque detrminato dal profitto. E c'e' pure
chi ha creduto, in base a chissa' quale equivalenza, che se lui si e'
arricchito, avrebbe fatto arricchire pure gli italiani. Come se davvero
uno stato fosse uguale a un'azienda e tutti i cittadini fossero
imprenditori che si dividono i profitti.
Il cavaliere e' certamente un tipo spregiudicato,audace, e si potrebbe
risolvere il problema dicendo che e' un'anomalia tutta italiana (ma, di
fatto, non lo e').

Non pensavo che la dirigenza della sinistra italiana fosse insieme tanto
ingenua quanto irresponsabile. Questi dirigenti si sono appiattiti su un
liberismo piu' o meno temperato, con il risultato che al momento del
voto la gente ha scelto l'interprete piu' conseguente di quel liberismo.

[*] L'uomo comune e' uno scrittore cileno.
Post by Eskimo
L'italiota medio ha visto in lui la persona forte e vincente, che "s'è
fatto tutto da sè", e che - con scaltrezza e con quella disonestà che
oggigiorno è diventata virtù - ha saputo realizzare quello che voleva, in
tutti i campi, fino a fondare un partito che giust'appunto si chiama forza
italia: questo nome è proprio la chiusura del cerchio, direi!
E' questo il modello oggi vincente, e se un modello "vince" è perchè esso
purtroppo risulta credibile, affidabile, familiare, rassicurante.
E ti pare poco? L'uomo comune e' dedito alla sopravvivenza; ha bisogno
di sentirsi protetto da un ombrello tenuto aperto da una sola mano,
sempre la stessa. Ha bisogno di sapere che la responsabilita' non viene
scaricata su individui che poi la scaricano su altri. Questa e'
protezione, Lorenzo, e' riporre fiducia in un uomo che si assume
responsabilita', e' bisogno irrefrenabile di sentirsi coccolati quando
si e' rispettosi nei confronti del dovere e bastonati quando si e'
tentati dal giusto, perche' anche se giusto, senpre di tentazione
trattasi.

Diceva un mio professore, tanti e tanti anni fa:
l'uomo e' come una macchina, senza una guida prima o poi va a sbattere.
E io, che sentivo un gran bisogno di essere guidato, scelsi il barbuto
galeotto Michail come primo pilota.

buonavita
ezio
--
"Sarebbe ben triste se l'involucro fosse
migliore della carne che avvolge."
(A. Einstein, 1879-1955)
Eskimo
2003-07-03 23:14:19 UTC
Permalink
Post by Ezio
L'uomo comune e' dedito alla sopravvivenza; ha bisogno
di sentirsi protetto da un ombrello tenuto aperto da una sola mano,
sempre la stessa. (...)
è riporre fiducia in un uomo che si assume responsabilita', e' bisogno
irrefrenabile di sentirsi coccolati quando si e' rispettosi nei confronti
del dovere e bastonati quando si e' tentati dal giusto perche' anche
se giusto, senpre di tentazione trattasi.
Che strano... queste tue parole potrebbero adattarsi benissimo
anche per spiegare il fenomeno mafioso.
Ma c'è anche da dire che l'omertà è spesso frutto dell'intimidazione
e del terrore, più che della convenienza.

Di contro, Ezio, mi hai fatto anche venire in mente il Gaber de "La
libertà", quando parla dell'uomo "che passa la sua vita a delegare,
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà".
Post by Ezio
Diceva un mio professore, tanti e tanti anni fa: l'uomo e' come una
macchina, senza una guida prima o poi va a sbattere.
Boh, però a me questa cosa del conducente mica mi convince troppo... :-)
Forse dipende da cosa s'intende per "guida"... ma anche la parola "guida"
non mi piacerebbe molto, sai? Intendeva una "guida morale"? Boh?
Se non mi sbaglio nel '68 dicevano "Nè maestro nè dio. dio sono io":
non so se si riferivano proprio a questo argomento; però - per quanto
apparentemente delirante - mi dà già più un senso di libertà questa, di
frase.
Ah, eppoi - alla base della mia inquietudine rispetto all'affermazione del
prof. - forse c'è anche che in tedesco "il conducente" (anche d'auto)
si traduce "der Führer"!

Eskimo

--

aber man wird nicht sagen: Die Zeiten waren finster,
sondern: Warum haben ihre Dichter geschwiegen?

(B.Brecht)
Ezio
2003-07-04 17:22:09 UTC
Permalink
On Thu, 03 Jul 2003 23:14:19 +0000, Eskimo wrote in message
Post by Eskimo
Che strano... queste tue parole potrebbero adattarsi benissimo
anche per spiegare il fenomeno mafioso.
Spesso i fenomeni nascono con dei criteri ben precisi, poi, conquistati
credibilita' e rispetto, imboccano strade diverse, prima parallele poi
divergenti. Infine, il "fenomeno", si ritrova a combattere le
stesse idee per le quali era nato.
Post by Eskimo
Ma c'è anche da dire che l'omertà è spesso frutto dell'intimidazione
e del terrore, più che della convenienza.
L'omerta' e' una scelta, appartiene a chi ha fiducia in un potere; di
contro, appartiene anche a chi non riconosce nessun potere.
Post by Eskimo
Di contro, Ezio, mi hai fatto anche venire in mente il Gaber de "La
libertà", quando parla dell'uomo "che passa la sua vita a delegare,
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà".
Ed e' quanto di piu' logico possa avvenire, "l'educazione" inizia gia'
dalla nascita e prosegue per tutta la vita.
Educazione al rispetto delle virtu' tramandate; ci si trova immersi in
un mondo gia' fatto, gia' sperimentato, gia' dato per concluso.
Il sistema capitalista e' il miglior sistema di convivenza inventato
dall'uomo, non c'e' spazio per tentativi diversi e laddove ci sono
stati sono miseramente falliti, affogati in fiumi tumultuosi di color
rosso scuro (e questo rientra nello specifico "dell'educazione").
Post by Eskimo
Boh, però a me questa cosa del conducente mica mi convince troppo... :-)
Forse dipende da cosa s'intende per "guida"... ma anche la parola "guida"
non mi piacerebbe molto, sai? Intendeva una "guida morale"? Boh?
La guida morale risiede in un piccolo stato dentro la mia citta', ma e'
anche in tutte le ragioni, scampoli di verita', di chi crede in un "dio
proprio". Non si puo' assolutamente fare a meno di essere cosi'
vigliacchi.
No, lui intendeva proprio la delega, il far parte di una catena dove le
maglie che la compongono non sono tutte uguali (si ritorna alla
liberta' di gaber insomma), e si "vive".
Post by Eskimo
Ah, eppoi - alla base della mia inquietudine rispetto all'affermazione del
prof. - forse c'è anche che in tedesco "il conducente" (anche d'auto)
si traduce "der Führer"!
A saperlo, il tedesco! :-)

buonavita
ezio
--
"Sarebbe ben triste se l'involucro fosse
migliore della carne che avvolge."
(A. Einstein, 1879-1955)
k.d.
2003-07-03 19:18:44 UTC
Permalink
"Alessandro Nava" ha scritto nel messaggio ...
[cut]
Post by Alessandro Nava
Secondo voi è solo un coglione,
[cut]

Approfitto del 'suggerimento' per ricordare che l'URL ufficiale del sito del
turno italiano della presidenza europea avrebbe dovuto essere, nello stile
dei precedenti, http://www.eu2003.it

Questo indirizzo è stato però registrato per tempo da un ragazzo belga,
appositamente per prendere per i fondelli il nostro bene(poco)amato.
Va tenuto presente che, anche se il sito è entrato in funzione da poco, la
registrazione è stata fatta mesi fa; ma costui sarà un veggente? :-)

ciao
k.d.

Per ulteriori info potete guardare anche su indymedia
http://italy.indymedia.org/news/2003/07/324489.php
Continua a leggere su narkive:
Risultati di ricerca per 'C'ho un dubbio, e devo rinnegare la mia promessa...' (newsgroup and mailinglist)
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[4th] Deva non buono, possibile?
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E se la terra promessa....
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